chi sono
Utente: silbiasan
Nome: silvia
Dottoressa in Economia Politica (finalmente) ed essere polivalente:P
ultimi commenti
Supportate queste lotte! Ovviamente senza paura
Basta! Parlamento pulito
archivio
categorie
links
partecipano

Le mie foto su Flickr.com ed i miei libri su Anobii.com
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from silbiasan. Make your own badge here.
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
contatore
visitato *loading* volte
martedì, 14 luglio 2009
NESSUN BAVAGLIO PER LA RETE!

postato da: silbiasan alle ore 11:43 | Link | commenti (1)
categoria:
sabato, 20 giugno 2009
SOGNI E SINTOMI

Del bisogno d'essere scaldato, d'essere nutrito
del bisogno nostro di essere consolati
frutto di una innocenza remota
imbastardita
stretta di carne accattivante
nessuno puo' permettersi rimpianti
nessuno puo' permettersi rimpianti mai
che i sogni siano sintomi
che i sogni siano segni
sanno i sogni sanno i sogni sanno i sogni
che
parole sussurrate che stanno appiccicate in gola
e possono strozzare meglio soffiarle
parole pronunciate che stanno conficcate in gola
e possono far male meglio lasciarle
parole comandate che stanno conficcate in gola
e possono strozzare meglio sputarle

come un animale che non sa capire
guardo il mondo con occhio lineare

come un animale che non sa cos'e' il dolore
guardo il mondo con occhio lineare

come un animale che non puo' capire
guardo il mondo con occhio lineare

come un animale nel tempo di morire
cerco un posto che non si puo' trovare

come un animale nel tempo di morire
mi accontento di un posto in cui sostare
come un animale nel tempo di morire...

che i sogni siano sintomi che i sogni siano segni
sanno i sogni sanno i sogni sanno i sogni che...

C.S.I


La mattina del 18 giugno mi sono detta "Mi ricorderò il 18 giugno" ed ho pensato al volo ad un divertentissimo ricordo del liceo, ma il problema era un altro.
Tutti sanno quanto abbia il sonno pesante e "l'addormentamento" facile però se qualcosa mi turba possono capitarmi due cose: dormire male o avere mal di stomaco.
Il 18 giugno mi sono svegliata alle 7,40 (per casi astrali favorevoli la sveglia era stata regolata alle 10,00) dopo sole 4 ore di sonno e fulmineo è scattato il mal di stomaco.
E' destabilizzante, ma anche bellissimo quando i sogni ti suscitano sentimenti che ben conosci, che al momento non vivi, ma che la tua mente ha fissato indelebilmente: la paura più folle, l'allegria più sfrenata, l'amore, la tenerezza, lo stupore più disarmante.
Già il 17 giugno avevo avuto una notte movimentata: avevo sognato che c'era la porta aperta di casa a roma e vedevo una ladra scappare mentre cercava di entrare in camera e mi ero risvegliata di soprassalto dopo un'oretta che m'ero messa a letto. poi avevo sognato che lavoravo in qualcosa di simile ad un'ambasciata che veniva evacuata ed io non sapevo dove piazzarmi perchè intralciavo le persone che portavano via tutto, mobili antichi compresi; infine chiamavo un call center per risolvere non so che problema e la tizia mi faceva inutili domande pettegole invece di aiutarmi ed alla fine le dicevo "Ma scusi a lei che le frega di sta cosa?".
Pura stranezza onirica insomma, ma il 18 ha vinto in quanto ad emozioni forti: ormai sveglia, guardavo la stanza in penombra intorno a me e cercavo di riprendere le fila della mia vita vera realizzando che quanto avevo vissuto un attimo prima non era reale.
Mentre tentavo di trattenere quelle immagini bellissime che stavano scappando via è arrivata un'infantile disperazione: nulla era vero, al massimo era solo l'esagerazione di qualcosa di normale che esiste.
In fin dei conti il mio inconscio s'era solo voluto divertire per un po'facendomi ricordare un tipo felicità e dolcezza che attualmente non so trovare.

PS: cosa c'è di meglio di un opera di Dalì per rievocare i sogni più sfrenati?

Il sogno
 
Se il sonno fosse (c’è chi dice) una
tregua, un puro riposo della mente,
perché, se ti si desta bruscamente,
senti che t’han rubato una fortuna?
Perché è triste levarsi presto? L’ora
ci deruba d’un dono inconcepibile,
intimo al punto da esser traducibile
solo in sopore, che la veglia dora
di sogni, forse pallidi riflessi
interrotti dei tesori dell’ombra,
d’un mondo intemporale, senza nome,
che il giorno deforma nei suoi specchi.
Chi sarai questa notte nell’oscuro
sonno, dall’altra parte del tuo muro?

Jorge Luis Borges
postato da: silbiasan alle ore 22:52 | Link | commenti (2)
categoria:
martedì, 03 marzo 2009
RECITANDO SI PUO' ARRIVARE ALL'ATARASSIA?

E' passato un mese dal mio ultimo post ed il lavoro va bene, è interessante come pensavo e riesce a tenermi occupata la mente, quel tanto che basta per zittire un po' altri pensieri.
Mi resta la sensazione di avere un umore altalenante: ci sono giornate in cui mi appare la luna nera ed altre in cui mi sento positiva.
Eppure non crollo mai, ci sono momenti in cui me stessa mi stupisce e sono un'attrice da Oscar, sì perchè tutti recitano un copione, limato negli anni o improvvisato ogni giorno e ciò nonostante sono immensamente veri: hanno scelto un copione adatto a loro o non ne trovano altri o non riescono a recitarli.
Altre volte recitare è il mezzo per evitare casini e non incasinarsi la vita in situazioni poco gestibili e scomode: purtroppo non si può sempre essere sinceri e spesso essere ipercoerenti è deleterio per noi stessi in primis.
Io adoro le passioni e penso in fondo che siano il sale della vita però ultimamente avverto una forte esigenza di atarassia forse perchè anche le passioni più brucianti poi spariscono e quindi sarebbe meglio sdrammatizzarle un po', no?
Raramente poi ci sono dei momenti di pace vera, di divertimento o di ricreazione mentale che tutto il vissuto si allegerisce e mi ricordo quanto era stato voluto, quanta vitale adrenalina mi ha dato e mi dico che devo solo aspettare che arrivi un altro copione da recitare, una nuova emozione e la ruota riinizierà a girare.
Siamo in un ciclo che crea una progressione però a ben guardare l'animazione l'andamento delle oscillazioni è troppo regolare, magari la nostra vita è più simile ad un trend borsistico, con picchi, crolli e stranezze interpretabili o no:D
E poi quella suggestione dell'Eterno ritorno...
sinusoide

postato da: silbiasan alle ore 13:29 | Link | commenti (3)
categoria:
martedì, 03 febbraio 2009
"ASSAGGIA STO YOGHURT, COM'E'?" "E' GRECO"

Sono le 13,00 ed in effetti potrebbe iniziare la mia pausa pranzo.
Non mi va di riprendermi un kebab però dopo l'ottima parmigiana di ieri sera (ne ho mangiata troppo per la mia soglia di tolleranza al fritto però non ho potuto resistere sia perchè era ottima sia perchè la cuoca s'era impegnata parecchio e bisognava onorare il piatto...) mangiare uno yoghurt greco di cui non ho testato prima il livello d'acidità mi pare troppo da alterativa.
Questi erano fatti di nessuna importate valenza informativa per il web (come se poi il mio blog fosse indispensabile per i navigatori:P), erano solo per far capire ai lettori che se ho una pausa pranzo vorrà forse dire che ho un lavoro.
Flebile fuoco: mi hanno presa come stagista in Confartigianato ed il lavoro di analisi su dati e studi mi sembra molto interessante soprattutto perchè si capisce al volo che il mio capo è bello operativo e sta sempre al pc e in un mare di fogli a trovare dati.
Già stamattina abbiamo fatto dei discorsi sulla riforma fallimentare, sulle problematiche di alcuni dati e sull'internazionalizzazione della categoria: questo è proprio il genere di discorsi che vorrei sentire e sui quali vorrei aumentare le mie competenze.
Inutile dire che vorrei far capire che posso dire la mia in merito, che voglio imparare e che mi piacerebbe essere la collaboratrice del mio capo in questo settore studi visto che lui attualmente lavora da solo.
Siccome si sa quanto gli stage possano poi non portare a nulla bisogna essere realisti da subito sul futuro, ma sperare è sempre fondamentale no?
A presto

PS: avrò già quelle 200 pagine fra dati e relazioni varie da leggere...
postato da: silbiasan alle ore 13:27 | Link | commenti
categoria:
sabato, 17 gennaio 2009
OGNI COSA E' ILLUMINATA




postato da: silbiasan alle ore 00:50 | Link | commenti (4)
categoria:
martedì, 06 gennaio 2009
DESIDERI PER IL 2009

Da questo nuovo anno vorrei due cose, una materiale ed una immateriale: un lavoro e padroneggiare del tutto il coraggio di dire quello che si vuole e quello che non si vuole.
E pensare che spesso vengo accusata di essere anche troppo schietta...
Per tanto tempo sono stata in una situazione che non mi soddisfava come volevo davvero ed una frase di una canzone di De Andrè mi risuonava spesso nella mente "Continuerai a farti scegliere oppure finalmente sceglierai", tentavo di dimenticarla, ma era troppo vera per meritare questa fine.
In tante situazioni si hanno le idee chiare in testa però è sempre difficile scegliere per colpa di tante cose tra cui la pigrizia, l'abitudine, la tenerezza, i ricordi, la precarietà dell'ignoto e la poca fiducia nelle proprie potenzialità ed infine, se si parla di rapporti, vanno aggiunti la famigliarità e la paura della solitudine.
E' poco utile ed onesto vivere cose che non si scelgono con entusiasmo o che non ci convincono più come un tempo perchè non è detto che dietro l'angolo non ci sia qualcosa di più bello e di nostro gusto.
Certo in questa dimensione si viaggia tra la consapevolezza e l'insoddisfazione perenne, ma si deve pur scegliere per poter dire che si è padroni del proprio destino, almeno per quello spicchio di azione che il caso ci concede.
Purtroppo anche le cose belle ed importanti riescono a finire, ma ogni tanto la dolcezza dei ricordi belli sale in bocca ed è così intensa che riesce spesso a mitigare l'amarezza dei ricordi peggiori, quelli che sono riusciti anche a trafiggerci.
Quando poi finiscono dei rapporti e si hanno amici che ci dicono sinceramente quanto siamo speciali è più facile credere che bisogna solo aspettare la persona che possa allungare una mano e prendere il nostro cuore, un nuovo amico speciale e qualcuno che stimi il nostro lavoro.
Forse è perchè ho degli amici così gentili che ho fiducia nel futuro:)
Questo anno è stato molto movimentato e difficile: ho chiuso con qualcuno e trovato altre persone.
Stando al discorso precedente quel qualcuno non era adatto a me e quel qualcuno che ho trovato invece lo è.
Altro problema: se si vive un rapporto importante e sereno si può mai continuare ad averne uno importante, ma non sereno oppure si fugge da quest'ultimo in preda a dello spontaneo egoismo? Io penso semplicemente che vale la pena coltivare i rapporti che ci rendono felici e ci arricchiscono.
Stupisce sempre la semplicità con cui vivono un amore o un'amicizia veri, soprattutto se veri non solo nella nostra mente, ma anche in quella dell'altro.
A volte si deve conquistare l'altro, ci si vende al meglio anche evitando di far vedere subito i nostri difetti e si azzardano promesse di un futuro radioso, a volte invece ci si conquista a vicenda, senza schemi, ma solo giocando e ridendo: è leggero (o tale ci appare?) l'impegno di nutrire un rapporto se è spontaneo e voluto.
Le promesse allettanti non servono quando si ha la certezza che le cose andranno bene nel senso che si darà la piena disponibilità e la si riceverà in cambio, nessuno infatti predice il futuro (tanto per fare un esempio, so per certo che Solange indovina cose del passato, tanto per farsi dire "Esticazzi?" o forse pagarsi le maches e le ridicole salopette...).
Gli amori poi possono finire e non ci vedo nulla di tragico (anche se ovviamente è difficile digerire una decisione se la si subisce da altri), ma l'importante è cercare di restare nei ricordi dell'altro una persona degna di stima umana.
Un'ultima cosa: anch'io spesso ho cercato di far capire ai suoi più cari amici in difficoltà quanto siano speciali e meritevoli di cose migliori e sono corsa per sentire i loro sfoghi quindi vorrei che siano fortunati e che scelgano ciò che possa rendere più serena e felice la loro vita.
postato da: silbiasan alle ore 21:46 | Link | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 26 novembre 2008
TE LI AVESSERO TIRATI DUE SANI SCHIAFFI QUAND'ERI PICCOLO E FACEVI IL PAZZO...


E' stata una giornata dura, ho aspettato molto tempo per provare la sensazione che si ha a sbattere contro un muro: ho visto davanti a me l'involucro di una persona che conoscevo.
I ricordi che cercavo di preservare mi stanno sfuggendo dalla mani come sabbia e oggi mi appare ancora una volta chiaro che l'amore ti fa mettere da parte le sensazioni di potenzialità negative che il tuo cervello registra.
Ho il grande limite di non riuscire spesso a dire parole veramente cattive a qualcuno che ho "amato" sia in senso sentimentale che amichevole perchè cerco sempre di preservare dalla furia delle incomprensioni i miei ricordi e le mie scelte.
Non scappo dagli stressanti confronti perchè li riengo necessari quando si sono divisi momenti importanti insieme, ma a volte mi impongo il silenzio per evitare proprio di logorare davvero tutto in modo irreparabile.
Quando poi però chi è stato importante per me mi aggredisce oltre misura e maleducatamente il cuore mi si spezza perchè davanti agli occhi si palesa un fallimento, un non riuscire ad andare avanti continuando a stimare l'altro.
Quello che sento alla fine di una giornata simile è una desolante pena per quella persona che davanti a me continuava ad agitarsi e sbraitare come un manichino senza umiltà e decenza: come riuscire, essendo in torto marcio, a permettersi pure di fare lo strafottente e come vedere la razionalità che va a farsi benedire...
Di fronte a questo poveraccio c'è la mia versione di ghiaccio, quella che non s'è emozionata nel rivederlo inaspettatamente dopo tanto tempo (l'imposto silenzio di tomba ha fatto spezzare la corda già da tempo), quella a cui comunque il cuore batteva forte cercando di controllarsi per evitare di rendere tutto una indecorosa piazzata.
Un altro esempio di persona a cui le mie parole "edificanti" da un orecchio sono entrate e dall'altro sono uscite, ma sono fortemente convinta che erano le migliori possibili da regalare a qualcuno a cui si teneva.
Io che mi prendo sempre un po' di colpa anche quando non devo, ora so di non peccare di immodestia dicendo che l'interlocutore era evidentemente immeritevole.
Una cosa positiva a fine giornata c'è: nonostante i miei tanti difetti avrei davvero parecchie cose da insegnare a questa persona quantomeno sul come ci si comporta con chi si è in debito in senso lato.
Il post finisce circolarmente ritornando al titolo che ben spiega un concetto base che molti finti progressisti dovrebbero imparare.
postato da: silbiasan alle ore 01:39 | Link | commenti (2)
categoria:
martedì, 18 novembre 2008
I DIECI LEBBROSI

Luca 17,11-19


Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: “Gesù maestro, abbi pietà di noi!”. Appena li vide, Gesù disse: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?" E gli disse: “Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!”.

Quando è il cuore a suggerire delle belle azioni queste diventano di certo più significanti di quelle fatte quasi per educazione ed a volte per la voglia d'epparire migliori.
Due mani possono incontrarsi e si può avere l'impressione di un pianto sommesso, ma alla fine si può immaginare d'essere seduti nel palco d'un teatro a veder scoccare un dardo d'oro.
L'importante è che chi v'accompagna compia quell'umano miracolo di leggervi davvero nel cuore: cosa simile ad un'estasi.
postato da: silbiasan alle ore 03:12 | Link | commenti
categoria:
giovedì, 06 novembre 2008
PERDERE CON STILE
sottotitolo: OBAMA M'HAI STRAPPATO PURE QUALCHE LACRIMUCCIA!

Cinicamente potrei anche dire che questo discorso è solo un mucchio di belle parole, ma ho sentito davvero quanto gli USA abbiano sulle spalle ben 85 anni di democrazia in più di noi: hanno mille problemi, spesso sono prepotenti, ma si sentono una cosa sola in fondo e vanno avanti.
Noi stiamo ancora a riabilitare i repubblichini per non pestare i piedi a chi è riuscito a sdoganarsi, facciamo finta che i partigiani erano tutti santi, Silvio dice che la sinistra ha vinto le elezioni taroccandole, sempre Silvio dice una cosa un giorno e dopo un paio di ore la smentisce, qualcuno vorrebbe eliminarlo fisicamente, la Binetti sotto sotto vorrebbe tutte suore col cilicio, i gay al rogo ed il creazionismo a scuola.
Caro Verltroni, il PD non ha il prestigio del partito democratico statunitense ed ora state buttando fuori gli indagati dalle liste solo perchè Di Pietro scalpita, tu che sei il leader fai mea culpa perchè non riesci a farci pensare possibile un mondo più bello, abbiamo bisogno di sognare e tu fai il cerchiobottaio...
Dall'altra parte dell'Atlantico vince forse il Kennedy nero e qua ci tocca un rampollo della decaduta dinastia di burocrati filosovietici, figliocci di quel paraculo di Togliatti che avrebbe venduto l'Italia a Stalin: se ci penso mi vengono i brividi!
Anche noi abbiamo avuto personaggi degni del massimo rispetto eppure il loro esempio non ancora germoglia nei cuori di tutti, chissà se riuscirò mai a dire come quella vecchietta di colore di NY intervistata oggi che era tanta l'emozione di andare a votare che non sapeva se il cuore le avrebbe retto!
postato da: silbiasan alle ore 00:15 | Link | commenti (3)
categoria:
lunedì, 03 novembre 2008
LE ESILARANTI FIGURE DI MERDA NON SUCCEDONO SOLO A PAPERISSIMA
(potevo rimanere offesa...)

Il mio ritardo e quello del gruppo fa slittare l'appuntamento per la giornata in campagna a Mosciano dalle 11 all'1.
Arrivo all'entrata dell'Ipercoop dove mi aspetta la macchina di Alessandro.
Valentina si siede al centro ed io entro dal lato destro: metto la gamba sinistra dentro spostando col piede la busta della spesa che sta a terra e sistemo la giacca dietro sperando che i due cani a bordo non siano attratti dalla renna.
Alessandro non si capisce che porta chiusa sente e parte... piano, ma parte, io per un attimo penso che sia un accenno di scherzo, saltello con la gamba destra e poi, impicciandomi anche con la borsa a tracolla, CADO A TERRA DI CULO E GOMITO DESTRO!!!
Il judo mi ricorda di sollevare la testa ed evito quindi di rompermela però mi domando perchè non mi sono attaccata come una cozza sullo sportello aperto! Sempre educata eh:)
Continuiamo però: la gamba sinistra mi resta in alto dentro la macchina poggiata sul sedile mentre l'altra finisce a terra ed il pantalone largo viene bloccato dalla ruota che alla fine sento pressare il mio polpaccio. Per un attimo mi sono vista un po' semi Pistorius, ma senza la sua passione per la corsa...
Valentina urla ad Alessandro di fermarsi e lui si chiede il perchè.
Allora intervengo calmissima: "Puoi andare un po' dietro? Ho il pantalone sotto la ruota"
Libero la gamba, butto affianco a Vale la borsa e sento un vociare attorno: un vekkio arriva trafelato per rialzarmi e lì sto per sbottargli in faccia solo che non è carino comportarsi così quando vedi che lui è preoccupatissimo e forse pensa che stai 'mbriaca all'1!
Il vecchio mi chiede come sto, io gli dico che sto benissimo e che non si deve preoccupare quindi si rivolge ad Alessandro dicendogli "Piano!" ed aiutandosi col tipico gesto eloquente delle mani.
Salgo in macchina e schiatto a ridere, quasi me la facevo sotto e Vale con me.
Le risate aumentano quando scopriamo che lei la notte prima ha scordato il rubinetto aperto e s'è allagata casa: l'acqua s'è infiltrata in alcune crepe del muro finendo al piano di sotto inzuppando anche il biliardo!
In tutto il delirio pare che il vecchio abbia detto: "Sti drogati..."

HAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHA

Essì ho rischiato di perdere una gamba e mi so fatta pure na frega di risate, ma Feliciana aveva ragione "E fattela na risata che magari domani mori!".
postato da: silbiasan alle ore 02:18 | Link | commenti (1)
categoria: