SOGNI E SINTOMI
Del bisogno d'essere scaldato, d'essere nutrito
del bisogno nostro di essere consolati
frutto di una innocenza remota
imbastardita
stretta di carne accattivante
nessuno puo' permettersi rimpianti
nessuno puo' permettersi rimpianti mai
che i sogni siano sintomi
che i sogni siano segni
sanno i sogni sanno i sogni sanno i sogni
che
parole sussurrate che stanno appiccicate in gola
e possono strozzare meglio soffiarle
parole pronunciate che stanno conficcate in gola
e possono far male meglio lasciarle
parole comandate che stanno conficcate in gola
e possono strozzare meglio sputarle
come un animale che non sa capire
guardo il mondo con occhio lineare
come un animale che non sa cos'e' il dolore
guardo il mondo con occhio lineare
come un animale che non puo' capire
guardo il mondo con occhio lineare
come un animale nel tempo di morire
cerco un posto che non si puo' trovare
come un animale nel tempo di morire
mi accontento di un posto in cui sostare
come un animale nel tempo di morire...
che i sogni siano sintomi che i sogni siano segni
sanno i sogni sanno i sogni sanno i sogni che...
C.S.I

La mattina del 18 giugno mi sono detta "Mi ricorderò il 18 giugno" ed ho pensato al volo ad un divertentissimo ricordo del liceo, ma il problema era un altro.
Tutti sanno quanto abbia il sonno pesante e "l'addormentamento" facile però se qualcosa mi turba possono capitarmi due cose: dormire male o avere mal di stomaco.
Il 18 giugno mi sono svegliata alle 7,40 (per casi astrali favorevoli la sveglia era stata regolata alle 10,00) dopo sole 4 ore di sonno e fulmineo è scattato il mal di stomaco.
E' destabilizzante, ma anche bellissimo quando i sogni ti suscitano sentimenti che ben conosci, che al momento non vivi, ma che la tua mente ha fissato indelebilmente: la paura più folle, l'allegria più sfrenata, l'amore, la tenerezza, lo stupore più disarmante.
Già il 17 giugno avevo avuto una notte movimentata: avevo sognato che c'era la porta aperta di casa a roma e vedevo una ladra scappare mentre cercava di entrare in camera e mi ero risvegliata di soprassalto dopo un'oretta che m'ero messa a letto. poi avevo sognato che lavoravo in qualcosa di simile ad un'ambasciata che veniva evacuata ed io non sapevo dove piazzarmi perchè intralciavo le persone che portavano via tutto, mobili antichi compresi; infine chiamavo un call center per risolvere non so che problema e la tizia mi faceva inutili domande pettegole invece di aiutarmi ed alla fine le dicevo "Ma scusi a lei che le frega di sta cosa?".
Pura stranezza onirica insomma, ma il 18 ha vinto in quanto ad emozioni forti: ormai sveglia, guardavo la stanza in penombra intorno a me e cercavo di riprendere le fila della mia vita vera realizzando che quanto avevo vissuto un attimo prima non era reale.
Mentre tentavo di trattenere quelle immagini bellissime che stavano scappando via è arrivata un'infantile disperazione: nulla era vero, al massimo era solo l'esagerazione di qualcosa di normale che esiste.
In fin dei conti il mio inconscio s'era solo voluto divertire per un po'facendomi ricordare un tipo felicità e dolcezza che attualmente non so trovare.
PS: cosa c'è di meglio di un opera di Dalì per rievocare i sogni più sfrenati?
Il sogno
Se il sonno fosse (c’è chi dice) una
tregua, un puro riposo della mente,
perché, se ti si desta bruscamente,
senti che t’han rubato una fortuna?
Perché è triste levarsi presto? L’ora
ci deruba d’un dono inconcepibile,
intimo al punto da esser traducibile
solo in sopore, che la veglia dora
di sogni, forse pallidi riflessi
interrotti dei tesori dell’ombra,
d’un mondo intemporale, senza nome,
che il giorno deforma nei suoi specchi.
Chi sarai questa notte nell’oscuro
sonno, dall’altra parte del tuo muro?
Jorge Luis Borges